Catoƚisi tradisionaƚisti

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I catoƚisi tradisionaƚisti i xe cueƚi che i profesa la fede catoƚica ma i xe ligai e forme liturxiche e insegnamenti de prima del Conciƚio Vatican II (1962 -1965).[1] I tradisionaƚisti, in xenere, i rifiuta le riforme de el Conciłio e i sostien che le xe distacà da la tradision de la Cexa Catòłica[1] considerà moderniste e in contrasto co l'enciclica Pascendi Dominici gregis del 1907 de papa San Pio X.[2][3]

Terminołojia[canbia | canbia el còdexe]

I catołisi tradisionaƚisti i se definise "catoƚisi" o "catoƚisi tradisionaƚisti" rifasendose a la łetera apostołega de papa San Pio X Notre charge apostolique (1910) che la dise: «I veri amighi del popolo non i xe rivoluxionari, ne novaduri, ma i tradisionaƚisti.[4]

Corenti[canbia | canbia el còdexe]

I xè distinti in varie corenti quei in comunion co 'l Vatican Summorum Pontificum e quei no in distacà come i tradisionaƚisti lefebvriani (Fraternità sacerdotal San Pio X e Union sacerdotal Marcel Lefebvre), sedeprivasionisti (rapresentà dall'Istituto Mater Boni Consilii) e sedevacantisti».[5]

Pratiche tradisionałiste[canbia | canbia el còdexe]

Eł rosario.
  • Pie pratiche quotidiane come łe orazon de matina, de ła sera, ƚa recitatasin de eł santo rosario.
  • Nare a ła mesa tridentina, ciamà anca "mesa in łatin" o "mesa de San Pio V", coł digiun; ƚe done ƚe mete el veło. I sedevacantisti e i sedeprivazionisti non i dopra eƚ mesaƚe de el 1962 de Giovanni XIII (come che i fà i ałtri tradisionaƚisti) ma i dopra le rubriche de San Pio X,[6] senza dire eƚ nome de eƚ papa tel canone de ƚa mesa (non una cum).[7]
  • Xe difusa la pratica di organisare, tei periudi de ƚe vacanze in istà e nadałizie, canpi par tusi e tose (separà). Sti canpi se fà mumenti de spirituałità (Mesa, orazion comunitarie, recita de rosario etc.), eł studio de eł catechismo e lesere łibri spirituałi..[8]
  • I fa periodicamente i exercisi spirituai de Ignazio de Loyola, in particołar te ƚa forma "condensà", ełaborà nel XX secolo da eł prete Francisco de Paula Vallet.[9]
  • Ła łetura de łibri o riviste su la cexa de eł Vatican II come Sodalitium[10][11], La Tradizione Cattolica, The Remnant e ałtre riviste.

Critiche a ła Cexa de eł Vatican II[canbia | canbia el còdexe]

Łiturxiche[canbia | canbia el còdexe]

Exquisite-kfind.png Par saverghene de pì, varda ła pajina Breve esame critico del Novus Ordo Missae.
Pagina in łatin de on mesałe de eł 1956 de ła forma de consacraxion de l'Eucarestia.
Vaƚutasion fra le varie poxision tradisionaƚiste:
- Secondo el vescovo Marcel Lefebvre, che el ga fondà la Fraternità sacerdotal San Pio X el aferma l'ortodosia de la mesa tridentina, e la mesa nova no la xè invalida ma la porta a l'erexia.[21]
- I sedeprivasionisti i pensa che la sia invaƚida.[22]
- Anca par i sedevacantisti la xè invaƚida. [23][24][25]

Ałtre[canbia | canbia el còdexe]

Note[canbia | canbia el còdexe]

  1. 1,0 1,1 Francesco Saverio Venuto, Introduzione al dibattito. Il Sinodo Straordinario dei Vescovi del 1985. 2.3 La posizione "tradizionalista" in La recezione del Concilio Vaticano II nel dibattito storiografico dal 1965 al 1985. Riforma o discontinuità?, Effatà Editrice, 2011. 105: «Con il termine "tradizionalisti" intendiamo riferirci a coloro che non solo considerano gli abusi e le degenerazioni del periodo post-conciliare l'esito di un'interpretazione semplicemente riduttiva del Vaticano II, ma che ritennero anche gli insegnamenti del Concilio, per la sua natura, avverso irrimediabilmente compromesso la Tradizione della Chiesa.»
  2. Sodalitium N. 60 anno 2007 Editoriale pag. 2: «Nel 1907 non finiva, ma iniziava la guerra contro il modernismo, guerra per fede e contro l'errore. Le istanze dei modernisti non state accolte dalla Chiesa. Esse, tuttavia, sono state in buona parte accolte nella Chiesa del Vaticano II e da coloro che ne custodiscono gelosamente l'eredità».
  3. Luigi Villa, - Capitolo III La sua "apertura al modernismo" in Paolo VI beato?, Editrice Civiltà - Brescia, 2001. : «S. Pio X, nella sua enciclica "Pascendi" contro il "Modernismo", aveva scritto che i fautori dell'errore s'erano cacciati, ormai anche nell'interno della Chiesa, "nel seno stesso della Chiesa", e che i loro "consigli di distruzione" li agitavano "non al fuori della Chiesa, ma dentro di essa; ond'è che il pericolo si nasconde quasi nelle vene stesse e nelle viscere di Lei"!»
  4. (IT)Radicali nella Fede, ottobre 2014, Editoriale: “I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti”. Chi oserebbe oggi parlare così nella Chiesa? Chi avrebbe il coraggio di ripetere queste parole di Papa San Pio X, di cui cade quest'anno il centenario della morte? Le scrisse nella lettera “Notre charge apostolique”, del 1910, indirizzata ai vescovi e arcivescovi di Francia. Certo, S. Pio X lì tratta della concezione secolarizzata della democrazia, ma queste parole possono benissimo riferirsi anche alla situazione della Chiesa, avvelenata oggi al suo interno da una medesima secolarizzazione.
  5. (IT)Tradizionalisti e sedevacantisti. 28 aprile 2014. URL consultà el 1º maggio 2015.
  6. (IT)Sodalitium, giugno 2008, p. 62 Benedetto XVI sostituisce la preghiera del Venerdì Santo per i Giudei nel messale del 1962 Mons. Donald j. Sanborn «[...] Si deve ricordare che ciò che ha causato il nostro allontanamento dalla FSSPX nel 1983, è stata la messa di Giovanni XXIII, cioè il messale del 1962. La ragione per cui l'arcivescovo Lefebvre voleva che tutti adottassero questo messale, rimangiandosi la sua precedente scelta di permettere le rubriche precedenti il 1955, era che in quel momento egli stava trattando molto seriamente con Ratzinger, per far sì che la FSSPX venisse riassorbita nella religione modernista. Egli mi disse personalmente che il Vaticano non avrebbe mai accettato che noi usassimo le rubriche precedenti il 1955, ed io vidi con i miei occhi i documenti riguardanti le trattative tra lui e Ratzinger, al cui centro c'era il messale del 1962, il cui uso sarebbe stato consentito alla FSSPX. [...] Nel 1983, quando i nove sacerdoti si opposero all'abbandono delle rubriche del Messale di san Pio X , del calendario e del breviario, pochi laici capirono l'importanza di questo gesto. La media dei laici non riesce a distinguere la messa tradizionale del 1962 da quella del messale precedente il 1955, cioè quello che noi usiamo. Ma, in realtà, le differenze sono importanti. Nei gesti e nei simboli della liturgia ci sono interi volumi di insegnamento.».
  7. (IT)Opportune importune, maggio 2005 « Dal punto di vista della Fede, non cambia nulla. B.XVI, come Paolo VI, G.P.I. e G.P.II, aderisce al Vaticano II (che contraddice il Deposito della Fede) e accetta la riforma liturgica (che ha introdotto un rito di natura protestante). Questi errori rappresentano un ostacolo per ricevere dalla SS.Trinità l'autorità suprema. B.XVI potrebbe in qualsiasi momento rimuovere l'ostacolo con un atto pubblico di condanna del Concilio e del Novus Ordo Missae: in quel caso diventerebbe Papa formalmente, e non solo materialmente. Senza questo atto non può essere considerato formalmente legittimo Vicario di Cristo e il suo nome non può essere citato al Canone della Messa ».
  8. (IT)Opportune Importune giugno 2014 pag.1 n. 28 «[...] degli impegni di insegnamento (seminario e noviziati) e di apostolato ("centri di Messa", esercizi spirituali, campi per bambini, ecc...)»
  9. (IT) Parte VI. Esercizi spirituali di S. Ignazio in Il mio libro di preghiere, Centro Librario Sodalitium, 2010. 595Padre Francesco da Paola Vallet (1883-1947), ideatore del metodo dei cinque giorni, che riassume il mese di sant' Ignazio lasciando integri i "pezzi" fondamentali e mantenendolo alla portata di tutti.»
  10. (IT)Opportune Importune giugno 2014 pag.1 n. 28 «“Sodalitium” esce raramente, per lo più una volta all'anno (oltre al numero natalizio dedicato al calendario).»
  11. (IT)La Rivista. URL consultà el 20 novembre 2016..
  12. (IT)Luigi Villa, Capitolo VI La nuova liturgia in La "Nuova Chiesa" di Paolo VI, Editrice Civiltà - Brescia, 2003.
  13. (IT)Con testi di Mons Guèrard des Lauriers, Primo articolo (Sodalitium N°13) Introduzione al problema dell'autorità don Francesco Ricossa II. Sviluppo o contraddizione? Il Novus Ordo Missae e la Dottrina Cattolica in Il problema dell'autorità e dell'episcopato nella Chiesa, Centro Librario Sodalitium, 2005. 15,:«;L'opposizione tra l'insegnamento tradizionale della Chiesa ed il Novus Ordo risulta sia dall'Institutio, che ne dà i principi teorici, che dall'Ordo con la sua applicazione pratica: in entrambi i documenti si diminuisce o si nega la fede cattolica nei tre punti essenziali della dottrina eucaristica: 1) la Messa è un Sacrificio propiziatorio; 2) il Sacerdote non è un semplice presidente dell'assemblea, ma un vero altro Cristo che agisce in sua persona; 3) Nostro Signore è presente sostanzialmente nel SS..mo Sacramento e tale presenza non è in nessun modo paragonabile o assimilabile a quella puramente spirituale esistente nella lettura della S.Scrittura o nelle riunioni in nome di Gesù. Direttamente pio il N.O.M. si oppone al Canone 9 sulla Messa del Concilio di Trento (Dz.. 956 che afferma: "Se qualcuno dice che il rito della Chiesa Romana nel quale la parte del Canone e le parole della consacrazione sono pronunciate a voce bassa sia da condannare; o che la Messa debba essere celebrata solo in lingua volgare... sia anatema (scomunica solenne)". Ora l'Institutio afferma che per sua natura , e quindi sempre, il canone della Messa deve essere recitato ad alta voce, condannando così implicitamente ma chiaramente la pratica tradizionale opposta, "per insinuare che il sacerdote agisce semplicemente come delegato del popolo" (Istitutio generalis, n. 12; da Silveira, op. cit. Pag. 32).
  14. Annuario Pontificio 1969 pp. 1047-1048
  15. (IT)Con testi di Mons Guèrard des Lauriers, Primo articolo (Sodaltium N°13) Introduzione al problema dell'autorità don Francesco Ricossa II. Sviluppo o contraddizione? Il Novus Ordo Missae e la Dottrina Cattolica in Il problema dell'autorità e dell'episcopato nella Chiesa, Centro Librario Sodalitium, 2005. 15,16:«La nocività della riforma liturgica è sotto gli occhi di tutti i suoi effetti, ed è ancor una messa ancor della causa finale, vale a dire lo scopo "ecumenico". È cosa risaputa che accanto alla commissione che elaborò il nuovo messale collaborò attivamente un gruppo di sei membri, definiti "osservatori delle comunità ecclesiali non cattoliche". Paolo VI volle riceverli in udienza il 10 aprile 1970 ed un celebre fotografia immortala i 6 pastori protestanti, collaboratori nella Riforma liturgica, al fianco di Paolo VI.»
  16. (IT) Anthony Cekada. Non è solo nostalgia. URL consultà el 13 marzo 2016.
  17. (IT)Aimé Georges Martimort (ed.), La Chiesa in preghiera. Introduzione alla Liturgia, Brescia, Queriniana, 1987, 2009. 99
  18. (ES)Xavier Basurko, Historia de la liturgia, Barcellona, Centre de Pastoral Litúrgica, 2006. 565
  19. (FR) (30 maggio 1969) La Croix .
  20. (IT)
    « XII - Nessuno dunque, e in nessun modo, si permetta con temerario ardimento di violare e trasgredire questo Nostro documento: facoltà, statuto, ordinamento, mandato, precetto, concessione, indulto, dichiarazione, volontà, decreto e inibizione. Che se qualcuno avrà l'audacia di attentarvi, sappia che incorrerà nell'indignazione di Dio onnipotente e dei suoi beati Apostoli Pietro e Paolo. Dato a Roma, presso San Pietro, il giorno diciannove di luglio dell'anno millecinquecentosettanta, quinto del nostro pontificato. »
    (Traduzione in italiano della parte finale della bolla pontificia Quo primum tempore)
  21. (IT)Bernard Tissier de Mallerais, Capitolo diciassettesimo «Io aderisco alla Roma eterna» Ortodossia e validità della nuova messa in Mons. Marcel Lefebvre una vita, Tabula Fati, 2005.
  22. (IT)Sodalitium N.50 1999, Editoriale - p.2 «Noi pensiamo che il nuovo messale sia invalido».
  23. (IT)Invalidità del Novus Ordo Missae. URL consultà el 20 febbraio 2016.
  24. (EN)Patrick Henry Omlor. Questioning the validity of the masses using the new, all- english canon. 1969. URL consultà el 20 febbraio 2016.
  25. (EN)The Reign of Mary, autunno 1977.
  26. (IT)Francesco Saverio Venuto, Introduzione al dibattito. Il Sinodo Straorinario dei Vescovi del 1985. 2.3 La posizione "tradizionalista" in La recezione del Concilio Vaticano II nel dibattito storiografico dal 1965 al 1985. Riforma o discontinuità?, Effatà Editrice, 2011. 105: « Presso i movimenti tradizionalisti era molto diffuso paragonare il Concilio Vaticano II alla Rivoluzione francese ed alle sue fasi successive. Come nel 1789, attraverso la Dichiarazione dei diritti universali dell'uomo, nella storia furono introdotti principi di Libertà, di Fraternità, di Uguaglianza, allo stesso modo dal 1962 al 1965, con il principio della Libertà religiosa, con l'Ecumenismo e con il concetto di Popolo di Dio, fecero ingresso nella Chiesa gli stessi principi rivoluzionari. Come in seguito Napoleone istitunializzò la Rivoluzione e la fondazione dell'Impero Francese, allo stesso modo Giovanni Paolo II fece con il Vaticano II pubblicando il nuovo Codice di diritto canonico.»
  27. (IT)Con testi di Mons.Guérard des Lauriers, Intervista a Mons.Guérard des Lauriers in Il problema dell'autorità e dell'episcopato nella Chiesa, Centro Librario Sodalitium, 2005. 35,36: «Ora, il 7 dicembre 1965, il Cardinal Montini ha prolungato, impegnando almeno [cf.(3)] il Magistero ordinario universale, una proposizione concernente la "libertà religiosa" che sostiene l'opposizione di contraddizione con la dottrina infallibilmente definita da Pio IX nell'enciclica "Quanta cura" legata al "Syllabus" [08 XII 1864]»
  28. (IT)Sodalitium N.56 Numero Speciale: risposta al Dossier sul Sedevacantismo anno 2003 pag.16 «La rivista Itinèraires (diretta da Jeam Madiran) era la più prestigiosa rivista francese che avesse preso posizione contro i nuovi catechismi e contro la nuova messa».
  29. (IT)Sodalitium N.56 Numero Speciale: risposta al Dossier sul Sedevacantismo anno 2003 pag.27 «L'abbè de Nantes e P. Barbara nel 1968 a Parigi ad un conferenza sul nuovo catechismo».
  30. (IT)Francesco Ricossa. Avviso sulla pratica della cremazione. 2007. URL consultà el 20 novembre 2016.
  31. (EN)Benedict Hughes. Cremation? Not for Catholics. URL consultà el 13 marzo 2016.
  32. (IT)Sodalitium N.60 anno 2007 pag.53 (Nota)« Naturalmente, i cremazionisti citano (per convincere i cattolici) le parole con le quali vien detto che la cremazione non è cattiva in sé, e non è più proibita in ogni caso. Omettendo invece le altre parole del testo dove viene ancora ricordato che la Chiesa si è sempre studiata di inculcare la inumazione dei cadaveri, sia circondando tale atto con riti destinati a mettere in risalto il significato simbolico e religioso, sia comminando pene canoniche contro coloro che agissero contro una sì salutare prassi (...). Deve essere usata ogni cura perché sia fedelmente mantenuta la consuetudine di seppellire i cadaveri dei fedeli; perciò gli ordinari con opportune istruzioni ed ammonimenti cureranno che il popolo cristiano rifugga dalla cremazione dei cadaveri (...)". Parole al vento, e lo si poteva e doveva prevedere! Tutto quello che è rimasto del decreto del 1963, è, come si dice, che 'la Chiesa non proibisce più la cremazione'! Il colpo era preparato da tempo: ne dà testimonianza una lettera del vescovo Bruno B. Heim, collaboratore a suo tempo del nunzio Angelo Giuseppe Roncalli (futuro Giovanni XXIII) alla nunziatura di Parigi, il quale scrive che il barone Marsaudon, amico di Mons. Roncalli, "venne (a trovarlo) per proporre la soppressione del divieto della cremazione; a suo dire ciò non aveva più nulla a che vedere con l'ideologia massonica (in Controrivoluzione, n°67-68/2000, p. 28). Ah, peccato che Marsaudon fosse Ministro di Stato del Supremo Consiglio di Francia del Rito Scozzese Antico e Accettato...».
  33. (IT)Francesco Roberti. Dizionario di teologia morale:cremazione. 1957. URL consultà el 13 marzo 2016.
  34. (IT)Si si no no 15 gennaio 1990 - La Chiesa e la cremazione
  35. (IT)Cremazione video su YouTube
  36. (IT)Luigi Villa, Capitolo VI La nuova liturgia in La "Nuova Chiesa" di Paolo VI, Editrice Civiltà - Brescia, 2003. : «Esempi di scandalose chiese post-conciliari.A fianco: La chiesa di Emmaus di Wöls, in Tirolo. La nuova chiesa, che è vicina a quella vecchia, manca di un qualsiasi segno di riconoscimento del sacro. In basso: Interno della della chiesa di Wöls, in Tirolo. In basso a destra, si vede l'arcobaleno, simbolo dell'unità di tutte le religioni come necessità di raggiungere la verità (come la luce bianca si forma con l'insieme dei colori dell'arcobaleno).»
  37. Luigi Villa, - Capitolo VI La nuova liturgia in La "Nuova Chiesa" di Paolo VI, Editrice Civiltà - Brescia, 2003. : «Tutti i bresciani, partecipanti alla funzione di Giovanni Paolo II allo stadio "Rigamonti" di Brescia, la Domenica 20 settembre 1998, si sono trovati di fronte ad un enorme Crocifisso, a testa in giù, che nelle parole di Alberto Bobbio su "Famiglia cristiana" del 27 settembre 1998, descriveva come «un Cristo a strapiombo. Sorge un fuoco, s'inarca verso il cielo. Non sta ritto. E ripiomba di sotto». Proprio l'opposto di quello che aveva detto Gesù: «...ed Io quando sarò innalzato, attirerò tutto a Me»! (Giov. 12, 32).
  38. (IT)La Tradizione Cattolica - anno XIII - n 1 (49) 2002 retro copertina «Il Duomo de Trento (sopra) e quello di Cattedrale di Cristo Re (sotto) visti dall'esterno; il secondo è chiamato dagli Spezzini, con un pizzico di ironia, «Il Gasometro». Notiamo come il diaframma tra sacro e profano, dopo essere caduto all'interno delle chiese, è caduto pure nel contesto urbanistico.»
  39. (IT)Lo scempio dell'arte sacra contemporanea. 20 gennaio 2016. URL consultà el 20 febbraio 2016.
  40. (IT)I frutti del Concilio. URL consultà el 13 marzo 2016.
  41. (IT)Guèrard des Lauries, Introduzione al problema dell'autorità don Francesco Ricossa - Il nuovo Codice di Diritto Canonico in Il problema dell'Autorità e dell'episcopato, Centro Librario Sodalitium, 2005. :«La Riforma del codice di diritto canonico, preparato sotto Pio X e prolungato nel 1917 da Benedetto XV, fu annunciata da Giovanni XXIII il 25 gennaio 1959 assieme alla convocazione di un sinodo romano e del futuro Concilio Ecumenico. Dopo il Vaticano II si applicano alle leggi le decisioni prese fintantoché, con la Costituzione Apostolica "Sacrae disciplinae leges" del 25 gennaio 1983, Giovanni Paolo II non "prolungò" il nuovo codice di diritto canonico che, secondo una sua stessa espressione nella Costituzione appena citata, doveva tradurre in linguaggio canonistico l'ecclesiologia conciliare.Si possono fare pertanto sul nuovo codice le stesse osservazioni rivolte al Vaticano II e tirare le stesse conclusioni. Mi basti attirare l'attenzione del lettore su alcuni punti in contrasto con l'insegnamento tradizionale: - l'attribuzione della suprema e piena potestà sulla Chiesa universale, anche al di fuori del Concilio Ecumenico, non solo al Papa ma anche al collegio episcopale (collegialità): can.336.- L'attribuzione a tutto il "popolo di Dio" (cioè a tutti i fedeli) della missione data da Dio ai suoi Apostoli ed ai loro successori (cioè la Gerarchia) di santificare, insegnare e governare: can. 204.- La soppressione della distinzione (se non l'inversione) tra fine primario e fini secondari del Matrimonio: can. 1055 da confrontare col Can. 1013 del Codice del 1917.- L'autorizzazione, in certi casi, a dare i sacramenti di penitenza, eucaristia ed estrema unzione ai non-cattolici ed a riceverli da essi: can. 844 par. 2,3,4; il che è oggettivamente un orribile sacrilegio (conforme col can. 731 del codice del 1917). Non oltrepassiamo i limiti del nostro studio!».
  42. (IT)Luigi Villa, - Capitolo III La sua "apertura al modernismo" in Paolo VI beato?, Editrice Civiltà - Brescia, 2001.
  43. (IT)Luigi Villa, - Capitolo III La sua "apertura al modernismo" in Paolo VI beato?, Editrice Civiltà - Brescia, 2001.
  44. (IT)Sodalitium N.64 Il puzzole ecumenico anno 2010 pag.2-3«Innanzitutto, Ratzinger non ha corretto ma ha anzi portato avanti - fedele a questa nuova ortodossia e nuova tradizione conciliare - il dialogo interreligioso approvato dal concilio nella dichiarazione Nostra Ætate. Non è stato sconfessato "lo spirito di Assisi", come lo dimostrano tra l'altro le visite compiute da Ratzinger alle moschee maomettane come alle sinagoghe israelite. [...] In secondo luogo, Ratzinger ha confermato e persino accelerato il movimento ecumenico nato nel protestantesimo, condannato dall'enciclica Mortalium animos di Papa Pio XI, e fatto proprio dal Vaticano II».
  45. (IT)Pontificalis Romani. 18 giugno 1968. URL consultà el 19 marzo 2017.
  46. (EN)Anthony Cekada. Video: Why the Novus Ordo Bishops’ Consecrations are INVALID - Why the Novus Ordo Rite of Episcopal Consecration is INVALID. 5novembre 2013. URL consultà el 19 marzo 2017.
  47. (EN)Anthony Cekada. Del tutto invalido e assolutamente nullo. URL consultà el 19 marzo 2017.
  48. (IT)Con testi di Mons Guérard des Lauries, Secondo articolo (Sodalitium N° 13) Intervista a Mons. Guérard des Lauriers o.p Intervista in Il problema dell'autorità e dell'episcopato nella Chiesa, Centro Librario Sodalitium, 2005. 45: «Ora, sotto Karol Wojtyla, una "consacrazione" fatta con il "mandato romano" comporta: che, in primo luogo, la persona "consacrata" [supposto che lo sia!] è ipso facto in stato di Scima capitale, come lo è W. stesso: in secondo luogo. la "consacrazione" fatta secondo il nuovo rito che è dubbio, è essa stessa bubbia, e deve dunque essere considerata praticamente come non valida.»
  49. '(IT)'Sodalitium, anno XXI, N. 58, aprile 2005, p. 42.
  50. (IT)Sodalitum N.54 anno 2002 pag.5 «La Chiesa degli Stati Uniti: il defunto card. O'Connor tra due "fratelli massoni" con tanto di grembiolino massonico.»

Bibłiografia[canbia | canbia el còdexe]

  • (IT)Giovanni Miccoli, La Chiesa dell'anticoncilio. I tradizionalisti alla riconquista di Roma, Bari, Laterza, 2011.
  • (IT)Roberto de Mattei Apologia della Tradizione, Torino, Lindau, 2011 ISBN 978-88-7180-950-2.
  • (IT)Francesco Saverio Venuto, La recezione del Concilio Vaticano II nel dibattito storiografico dal 1965 al 1985. Riforma o discontinuità?, Effatà Editrice, 2011.
  • (IT)Con testi di Mons Guérard des Lauries, Il problema dell'Autorità e dell'episcopato, Centro Librario Sodalitium, 2005. ISBN 88-89596-11-2.
  • (IT)Elena Percivaldi, Gli antipapi. Storia e segreti, Roma, Newton Compton Editori, 2014. ISBN 978-88-541-7152-7.
  • (IT)Luigi Villa , La "Nuova Chiesa" di Paolo VI, Brescia, Editrice Civiltà, 2003.
  • (IT)Luigi Villa , Paolo VI beato?, Brescia, Editrice Civiltà, 2001
  • (IT)Ida Magli, La Dittatura europea, Milano, BUR, 2010.
  • (IT) Sodalitium.

Ałtri progèti[canbia | canbia el còdexe]

Cołegamenti foresti[canbia | canbia el còdexe]