Canson venesiana

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Con il termine canzone veneziana si identificano i canti popolari originari di Venezia.

A Venezia molto diffuso è lo strambotto, chiamato localmente villotta, avente la caratteristica di essere monostrofico e a tema amoroso. Deriva, generalmente, da antichi canti di viaggio e di navigazione, come attestano i titoli più noti: Belo lo mar e bela la marina, A navegar ghe vol 'na bela barca, Nona mia son barcherolo.[1]</nowiki>

Questo tipo di composizione cominciò ad essere diffuso nel Settecento, secolo a partire dal quale fu molto popolare.

Le canzoni da battello[canbia | canbia el còdexe]

Le Canzonette bipartite della prima metà del Settecento basate su testi poetici e scritte dialetto veneziano prendono spesso il nome di canzoni da battello. Scritte per una voce e basso continuo, le canzoni da battello ebbero un particolare successo a Venezia, soprattutto nella prima metà del Settecento. Definite nelle fonti manoscritte anche "canzonette veneziane", molte di esse furono pubblicate a Londra da John Walsh in tre antologie tra il 1746 e il 1750 con il nome di "Venetian Ballads", e furono attribuite dall'editore londinese - per ragioni commerciali - a Johann Adolf Hasse e a "all the celebrated Italian Masters", quando in realtà i loro autori veneziani erano anonimi.

Jean-Jacques Rousseau, nel suo Dictionnaire de Musique (alla voce Barcarolles), le attribuiva agli stessi gondolieri veneziani, che le scrivevano imitando le arie d'opera che potevano ascoltare nei teatri della città lagunare. Si tratta di canzoni che assolvevano vari scopi: le più elaborate stilisticamente erano serenate galanti interpretate da cantanti professionisti sulle gondole (da cui la definizione generica "da battello"); ma in molti casi si trattava di canzoni più modeste eseguite, durante il periodo del carnevale, da personaggi in maschera.

L'abitudine di cantare dalle gondole, come sanno tutti i turisti che si recano a Venezia, non è cambiata: ma ormai, di canzoni veneziane, ci resta solo La biondina in gondoleta (attribuita a Simone Mayr), che fu arrangiata da Beethoven per canto e piano assieme ad un'altra canzone veneziana della seconda metà del Settecento.

Negli anni cinquanta e sessanta la nuova canzone veneziana si rinnova con ritmi e sonorità moderne e viene rappresentata dai cantanti Carla Boni e Gino Latilla: Marieta monta in gondola, Voga e va, Toni me toca di Bixio Cherubini e Carlo Concina, dal cantautore veneziano Umberto Da Preda Vecchia Venezia, Do' basi de fogo e Ciaro de luna inserita nel film "La prima notte" diretto da Alberto Cavalcanti con attori protagonisti Vittorio De Sica, Martine Carol e (Claudia Cardinale. Nel 1965 Charles Aznavour propone la celeberrima Com'è triste Venezia.

Nei periodo compreso fra gli anni sessanta e ottanta molte sono anche le canzoni in dialetto veneziano scritte dai poeti Emilio De Sanzuane, Andrea Cason, Giovanni Marangoni, in collaborazione con il compositore pianista Italo Salizzato. Molti testi non si limitano a descrivere solamente l'aspetto esteriore della città ma cantano anche la gastronomia, l'allegria, gli usi e costumi e un certo umorismo dei suoi abitanti, offrendo una testimonianza storica di un tempo ormai passato.

Canzoni veneziane famose[canbia | canbia el còdexe]

I testi delle canzoni sono in veneziano dove non diversamente indicato.

  • Johann Adolf Hasse
    • Cosa è sta cossa
    • No sté a condanarme
    • Sì la gondola averé, no crié


  • Johann Simon Mayr
    • Chi dice mal d'amore (testo in italiano)
    • Chi vive senza pene (testo in italiano)
    • Donne l'amore (testo in italiano)
    • El sofà
    • La biondina in gondoleta
    • La mia Bettina
    • Mi co te vedo sento
    • Non mi sprezzar (testo in italiano)
    • Oh, come scorrono (testo in italiano)
    • Per carità Bettina
    • Per ti Nina
    • Perché sì mesto (testo in italiano)
    • Se posso spirare (testo in italiano)
    • Sentì mie care donne
    • Sì xe verissimo


  • Franco Faccio
    • El dubio
  • Compositori anonimi
    • Cara la mia ninetta
    • Chi no ga la borsa grossa
    • Co' Checca, Betta e Catte
    • Contrasto fra il barcariol e la camariera
    • Diseme pur balordo
    • Do parolete al zorno
    • Far della bocca un sacco
    • L'occasion de le mie pene
    • Le gatorigole
    • Me brila el cuor
    • Mi credeva d'essar sola
    • Nina, no so che farve
    • No disé che sia incostante
    • Puttello una volta
    • Quei oci me fa guera
    • Premi via, premi, o stali
    • Sento che'l cuor me manca
    • Seu stuffa mia patrona
    • Sopra il toppè
    • Tanti dise o co'l'e bella
    • Toco Beta, mi son in ti
    • Tutte ste putte la ga con mi
    • Una puta manierosa
    • Xe finio el mondo
    • Za che semo qua a sta tola

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I Fantastici Veneziani nel 1984.

Canzoni veneziane del Novecento[canbia | canbia el còdexe]

I testi delle canzoni sono in veneziano dove non diversamente indicato.

Italo Salizzato negli anni '80.

Le principali canzoni veneziane di Italo Salizzato[canbia | canbia el còdexe]

I testi delle canzoni sono in veneziano dove non diversamente indicato.

Discografia essenziale[canbia | canbia el còdexe]

  • La biondina in gondoleta, canzoni venete d'autore - Phoenix PH97318
  • Folksongs - DG 463479-2
  • Invito a Venezia, (Gli anonimi veneziani) - D.S.E. Records DN 0010
  • Fantastici veneziani (Gruppo) - D.S.E. DN 0012
  • Un disco d'oro, (Fantastici veneziani) - D.S.E. Records DN 0015
  • L'ultimo Canto, ("Fantastici veneziani, Lisa, Umberto Da Preda, Pino Barban, Giorgio Polacco, Francesca"] - D.S.E. records DN 0016
  • Venetian Song con Umberto Da Preda, (Canzoni veneziane) - D.S.E. Records SDS 002/2016

Voci Correlate[canbia | canbia el còdexe]

Note[canbia | canbia el còdexe]

  • Barcellona, S., Titton, G., Canzoni da battello 1740-1750, Istituto per l'Enciclopedia italiana, Roma, 1990.

Altri progetti[canbia | canbia el còdexe]

  1. Savona-Straniero, Canzoni italiane, Fabbri Editori, 1994, Vol. I, pag.193-199<nowiki>